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Foto che mostra il rilevamento tramite IA di un flusso di rifiuti cartacei su un nastro trasportatore, utilizzato per analizzare la qualità del flusso in un centro di selezione.

Aktid districa – Prevenire la deriva, puntare alla qualità!

La qualità nei centri di selezione nasce sul campo: i nostri esperti condividono visione ed esperienza operativa.

La qualità diventa una sfida quotidiana 

Gli episodi di caldo estivo, come quelli che stiamo vivendo questa estate, non si traducono solo in un aumento delle temperature: influenzano anche la natura dei rifiuti raccolti. Nei centri di selezione della raccolta differenziata, questa stagionalità si traduce in particolare in una maggiore presenza di bottiglie d’acqua nei flussi in ingresso. Queste variazioni di composizione, talvolta repentine, possono alterare gli equilibri del processo e generare derive qualitative difficili da rilevare in tempo.

In impianti che trattano diverse centinaia, o persino migliaia, di tonnellate di rifiuti alla settimana, misurare e monitorare la qualità diventa quindi una sfida fondamentale.

 

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Photo illustrant un chariot élévateur manipulant des balles de déchets recyclables dans un centre de tri.

Perché la qualità rimane difficile da monitorare ?

Oggi il controllo della qualità si basa principalmente su campagne periodiche di caratterizzazione. Il principio è semplice: prelevare un campione del flusso, quindi selezionare manualmente ogni oggetto per categoria di materiale al fine di misurare la purezza del campione. Questo valore di purezza viene poi utilizzato come indicatore del livello di qualità dell’intero flusso.

A seconda dei centri di selezione, queste caratterizzazioni vengono effettuate con frequenze molto variabili, ma generalmente si osservano da una a due caratterizzazioni per flusso alla settimana.

La principale sfida rimane la rappresentatività: alcune decine di chilogrammi analizzati vengono spesso utilizzate per valutare diverse centinaia di tonnellate prodotte. In definitiva, solo una frazione estremamente ridotta del flusso (circa lo 0,02% del flusso) viene effettivamente controllata.

A questo si aggiunge un forte vincolo per le squadre operative: una caratterizzazione richiede in media quasi un’ora di lavoro, con tempi variabili in funzione del flusso analizzato e delle condizioni di prelievo.

Derive spesso rilevate troppo tardi

Questo approccio basato sul campionamento introduce uno sfasamento temporale difficile da gestire.

Un problema di qualità può rimanere inosservato per diversi giorni, o persino per diverse settimane. Nel frattempo, i materiali continuano a essere prodotti, le scorte si accumulano, le spedizioni vengono effettuate e gli eventuali ritorni da parte dei clienti a valle arrivano talvolta molto tempo dopo la produzione.

Il centro di selezione rileva quindi spesso la deriva solo quando le conseguenze si sono già manifestate.

Quali sono le cause delle derive qualitative ?

Sul campo, le cause osservate sono raramente riconducibili a un unico fattore. Spesso derivano dalla combinazione di diversi elementi.

Fattori legati gestione del processo

  • Aumento della portata per gestire maggiori tonnellaggi;
  • Compromesso tra la disponibilità dell’impianto e il livello di qualità atteso.

Fattori operativi

  • Pulizia insufficiente delle apparecchiature;
  • Usura dei componenti;
  • Modifica delle impostazioni o dei parametri di selezione;
  • Impatti legati a blocchi e accumuli di materiale.

Fattori legati ai flussi in ingresso

  • Evoluzione stagionale dei rifiuti;
  • Variazione delle proporzioni tra i materiali;
  • Specificità locali del bacino di raccolta.

Fattori umani

  • Livello di esperienza delle squadre;
  • Assenteismo e turnover del personale;
  • Capacità di interpretare i segnali deboli.

Quali sono le conseguenze di queste derive ?

 

Una deriva qualitativa può avere molteplici conseguenze.

Gli impatti diretti possono includere il declassamento dei materiali, una riduzione del prezzo di ritiro, il rifiuto delle balle, un doppio trattamento e costi logistici aggiuntivi.

Un aspetto particolarmente sensibile riguarda il tasso di materiali valorizzabili presenti negli scarti. Quando questo valore aumenta, il gestore subisce una doppia penalizzazione economica: da un lato, una perdita di ricavi legata ai materiali valorizzabili che non vengono recuperati; dall’altro, un aumento dei costi di trattamento, poiché questi materiali vengono evacuati con gli scarti e trattati come tali.

Tuttavia, gli effetti indiretti possono talvolta essere ancora più strutturanti:

  • Perdita di fiducia da parte dei partner a valle;
  • Riduzione degli sbocchi locali per i materiali;
  • Tensioni rispetto ai requisiti contrattuali o agli obiettivi di performance.

Quali soluzioni si possono adottare ?

Rafforzare i date di monitoraggio della qualità

Un primo approccio consiste nel rafforzare il monitoraggio della qualità già esistente: aumentare la frequenza delle caratterizzazioni, concentrare gli sforzi sui flussi più sensibili e standardizzare ulteriormente i metodi di controllo.

Tuttavia, questo approccio raggiunge rapidamente i propri limiti: richiede ancora un notevole impiego di tempo e risorse umane.

Un’altra possibilità consiste nello sfruttare meglio i dati già disponibili negli impianti: portate di linea, tassi di carico, dati raccolti dalle apparecchiature di selezione.

Questi indicatori rappresentano un valido supporto alla gestione del processo, a condizione di disporre del tempo e delle competenze necessarie per interpretarli. Presentano tuttavia un limite importante: essendo raccolti all’interno del processo, riflettono solo indirettamente la qualità dei flussi in uscita dalla linea e offrono quindi una visione parziale delle reali prestazioni della selezione.

Verso una misurazione continue della qualità

Per rendere più affidabile il monitoraggio della qualità, possono essere implementate anche soluzioni di misurazione continua dei flussi.

È il caso, in particolare, di SmartQuality, un portale di misurazione installato dopo l’ultima fase di selezione e progettato per analizzare continuamente i flussi in uscita grazie a sistemi di intelligenza artificiale. La soluzione si basa su un algoritmo addestrato specificamente per ogni flusso, al fine di garantirne un’identificazione più affidabile e precisa.

Il suo obiettivo è misurare il tasso di purezza dei materiali in tempo reale, passando da una logica di controllo puntuale a una logica di monitoraggio continuo della qualità.

 

 

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Photo illustrant le portique de mesure SmartQuality installé au-dessus d'un tapis convoyeur en sortie de chaîne de tri, analysant en continu les flux de déchets sortants grâce à l'intelligence artificielle.

Analizzando l’intero flusso prodotto su una determinata postazione, SmartQuality consente di rappresentare meglio la realtà operativa, monitorare le variazioni del processo e avvisare in tempo reale l’operatore non appena si verifica una deriva qualitativa. Un altro vantaggio significativo è che la soluzione permette inoltre di ridurre il tempo dedicato alle campagne di caratterizzazione manuale, oggi molto dispendiose in termini di tempo per le squadre operative. Si presenta quindi come una soluzione complementare, che consente al gestore dell’impianto di verificare la conformità ai requisiti previsti nel proprio piano di controllo.

  

Uno strumento di supporto decisionale prima di tutto

La logica consiste nel rilevare una deriva, generare un’allerta e consentire alle squadre di indagare più rapidamente per correggere il problema. Il monitoraggio continuo della qualità diventa quindi un punto di partenza per orientare le azioni e accelerare il processo decisionale.

Oltre alla gestione delle performance, la misurazione continua della qualità apre la strada a una migliore tracciabilità dei flussi e, in futuro, a meccanismi di certificazione della qualità più dinamici nei confronti dei partner a valle. Un’evoluzione che potrebbe trasformare il modo in cui i centri di selezione documentano e valorizzano la qualità dei materiali prodotti.

Nel lungo periodo, potrebbe anche contribuire alla progressiva riduzione, fino alla possibile eliminazione, di alcune attività di caratterizzazione manuale in uscita dalla linea, sostituite da un monitoraggio continuo della qualità basato su dati oggettivi e rappresentativi dell’intera produzione.

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Visuel présentant le pupitre ABI, produit de la gamme des AKTID Smart Solutions

UNO SGUARDO ESPERTO

Attraverso l’analisi continua del flusso, SmartQuality consente di intervenire sull’impianto non appena compare una deriva e di ridurre il tempo dedicato alle campagne di caratterizzazione, attualmente molto onerose in termini di tempo per le squadre.

Julie
Responsabile della messa in servizio industriale presso Aktid

Nei prossimi articoli di questa serie, i nostri esperti continueranno a condividere il loro feedback dal campo per fare luce sulle sfide concrete affrontate dai centri di selezione, restando sempre il più vicino possibile alle realtà operative.

16Lug2026

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